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Age Bassi Castiraga Vidardo 2000
V Edizione

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2000
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – Per vedere l’antologia

Premiazione – Si è tenuta domenica 26 novembre 2000 alle ore 16 con il patrocinio della Provincia di Lodi presso la Sala Civica Luigia Castelli in via Rossini a Castiraga Vidardo (Lodi). Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

1° classificato: Marco Galvagni di Milano, con l’opera Via Mario Pagano Questa la motivazione:
“La melanconia disperante che entra nel cuore degli umani al calar della sera è alleviata, nelle parole del poeta, dalla dolcezza dei ricordi che, in primo piano, si fanno chiari, colorati e vivaci come solo l’“effetto della notte” con le luci e le lampade concentrate sa fare.
È così che una tavolozza fantasmagorica viene ricreata dal nulla del tramonto e scatena l’onda dei pensieri di chi ha nello sguardo i ricordi d’infanzia come misura continua del passar della vita, inevitabile, subdolo, bello per le immagini che si porta dietro e che il poeta ricrea nel racconto, ma anche intriso di amara nostalgia. L’efficacia della resa immaginifica, l’intensità del sentimento che costruisce immagini sfumate di sogno, fanno di questa poesia un momento lirico intenso e mirabile”.


2° classificato Giovanni Ghirga di Civitavecchia, con l’opera La mia terra Questa la motivazione:
“Le forti emozioni di chi parte bambino dalla propria terra paralizzano le immagini nella memoria; si forma così una visione permanente in cui la dolcezza dell’infanzia continua a rendere bellissimo il ricordo di cose che si rivelano poi amare e crude: la semplicità che è reale povertà e duro isolamento dal mondo dove si vive.
Il poeta, però, fa affiorare anche la prepotente consapevolezza di uno spazio vitale amico, a suo tempo percorso con occhi sereni.
Poi le visioni si tramutano in constatazioni reali e concrete ma resta la sicurezza di una forza di vita affettiva che è l’unica vera spinta ad essere e continuare e che sgorga dalle prime povere ma solide esperienze di affetti rassicuranti.
Una filosofia delle origini che racconta con pochi pensieri e secchi ricordi di giochi sereni la forza del distacco, la perdita delle illusioni e il permanere di certezze ancorate nell’emotivo dell’infanzia.
Un tema antico, ma reso dal poeta con toccante chiarezza”.


3° classificato Dino Valentino Moro di Borgo Hermada (Lt) , con l’opera Senza titolo
Questa la motivazione:
“Il delirio della fantasia crea visioni assurde di colori intensi e figure folli che si muovono in spazi imprendibili.
Il colore crea contrasti che sono le forme delle emozioni percepite dal poeta ma non identificate.
Lo smarrimento e il senso di perdita generano un racconto di immagini di cui rimane, al termine della lettura, un senso di paura muta, di mistero inconscio e come il sapore di uno svenimento. Un mosaico di parole e colori in movimento di cui il poeta vive e ci rende la follia illogica”.


4° classificato Maurizio Balbiano di Genova con l’opera Autunno
5° classificato Maria Antonietta Sozio di Venadro (Is) con l’opera Brandelli di sogni
6° classificato Gianmario Lazzaroni di Bareggio (Mi), con l’opera Attimi di liquefazione volontaria
7° classificato Angelo Feggi di Genova con l’opera I grandi pensieri…
8° classificato Roberta Degl’Innocenti, Firenze con l’opera Mi richiama l’aurora
9° classificato Massimo Angelelli di Rietico l’opera L’uomo e la nebbia
10° classificato Claudio Vitali, Bologna con l’opera Effe


La cerimonia di premiazione si è svolta con il patrocinio della Provincia di Lodi domenica 26 novembre 2000 alle ore 16 presso la Sala Civica Luigia Castelli in via Rossini a Castiraga Vidardo (Lodi).


Opere vincitrici

1° classificato

Marco Galvagni

Via Mario Pagano


Quando il tramonto muore
e cala lenta la notte
si spengono i muri della città
e si riempiono lente le strade
che amo e conosco da tempi lontani.
S’animano i marciapiedi di volti conosciuti,
tante piccole maschere inconfondibili
nei loro movimenti, sembianze, cadenze
e prende vita la notte in un tourbillon
di musica, macchine e palloni
illuminato dalla luce fredda e tenue
di una fila di vecchi lampioni.
Nella via dove sono cresciuto
la gente vive d’illusioni
cantando storie di vecchie canzoni
ridendo delle proprie bugie
vivendo per l’oggi senza la certezza
di vedere la luce del domani.
Nella via che m’ha visto bambino
ogni notte ha il sapore di festa
ma sotto le maschere soffre la gente
come i vecchi clown che raccontano storie
tenendo una lama stretta nel cuore.
Così scorre la notte nella mia via
guardata da case ingiallite
da un’aria di cenere
dove tra sogno e realtà
passano i volti, le storie, gli anni
in quell’aria terribile e fantastica
che, come in una commedia subdola,
consuma le vite in giochi proibiti.


2° classificato

Giovanni Ghirga

La mia terra


Dopo tanto tempo son tornato
a gustar il sapor della terra mia

Ad occhi chiusi respirando
corre indietro il mio pensiero
agli anni verdi della vita mia

Erba selvaggia
pietre e sassi

questo l’antico parco
dei miei giochi

Nell’umile e nel semplice
correvo e divagavo

non certo memore
del prezzo del denaro

Pian piano, poi
i bisogni e le necessità

si fecero d’innanzi
e, mio malgrado

mi mostraron la povertà
della terra mia

Povera si, la mia terra
ma d’amor talmente ricca

ch’io, senza lei disperato
rimango qui
ad amarla tutta


3° classificato

Dino Valentino Moro


Mani tremanti dipingono,
giraffe gialle lunghi colli,
su tele nere di seta cinese.
Sott’arcate di pietra,
tra mucchi di sassi,
le fanno pascere.
Tutto è immobilità.
Pensiero stagnante.
Il nuovo s’affaccia inatteso.
Un fanciullo raccoglie,
con pennello di setole d’agave,
come ciottoli
colore
e lo scaglia sulla tela
spaventando giraffe,
che si disperdono.
Correndo all’impazzata
diventano un tutt’uno,
un’unica macchia
che ruota
e crea,
un sole giallo,
sulla seta nera.


4° classificato

Maurizio Balbiano

Autunno


Guarda quante
nuvole bianche
c‘è anche quella che piace a te
pensa alla nuvola che ti guarda
pensa alla vita
che è così
pensa alla vita
che passerà.

Quanti ragazzi giocano
sui prati
ore veloci quanto una vita
sussurrano cose che ormai
non vogliamo sentire più.

Il sole dall’alto abbronza quel viso
di chi pensa sempre
e non parla più
di chi si estranea dal gioco
di chi non vuol vivere più.

Guarda quei visi
ora sono muti
vogliono dare solo un consiglio
a chi non vuole saperne più.

Ma ora le nuvole
scoprono la vita
scoprono la voglia di quel ragazzo
che vuol amare
e vuol cambiare
qualcosa… anche di più.


5° classificata

Maria Antonietta Sozio

Brandelli di sogni


Il buio va inghiottendo
i rumori di una giornata
stancamente sospesa
tra noia e attesa.
Come pagine di un libro
sovrappongo ricordi a ricordi
sprazzi di luce
palpiti di vita
pallida, confortante illusione
di sentirmi ancora viva.

È un rapido battito d’ali
l’attimo che fugge
e come un manto
pesantemente
già mi avvolgi
cupa immobilità senza tempo
e disperdi
nelle insondabili profondità della notte
anche gli ultimi brandelli di sogni.


6° classificato

Gianmario Lazzaroni

Attimi di liquefazione volontaria


Tempo,
passi e vai,
e i riflessi rallentano,
gli occhi perpetuano il loro moto,
la normalità batte incessante,
mi fermo allo stop e l’ennesimo colore
di un pittore impazzito svanisce.

Lo sguardo di un bambino
tormenta le mie notti,
gioca con le onde,
corre nei prati,
piange nel buio,
guarda il sole negli occhi
fino a rimanere cieco,
come sono io ora.

Il risveglio è crudele,
lacrime su carta nuda,
ricordi perplessi che scavano
solchi profondi nel mio viso.

La mia anima contaminata corre
verso la nuova alba,
l’impulso è gettarsi,
bruciare e scomparire nella sua luce,
ma un tamburo umano ritma ancora un battito di vita.


7° classificato

Angelo Feggi

I Grandi Pensieri volano


I Grandi Pensieri volano,
sciamano via dolcemente,
rincorrono, pallidi,
i luoghi della memoria.
Poi si spengono,
addensandosi l’un l’altro,
come illusioni a primavera;
si rincorrono,
le ferite di una vita.
In una stanza oscura,
in qualche luogo dimenticato,
qualcuno piange
le sue rabbia trattenuta.
È ora di andare.
Fruscio del vento,
stormir di fronde,
arde la passione,
la cenere si sveglia.
Presto le primule
sbocceranno
ad annunciar primavera.
Ma sarà troppo tardi,
Lei non è qui con me.


8° classificata

Roberta Degl’Innocenti

Mi richiama l’Aurora


Mi richiama l’aurora
il brivido scandito di gocce
tormentate dalla terra.

Non sono io il disegno
della pioggia, violentata
di favole smarrite.

È l’ora della nostalgia
che trema, del dono
che depone la ragione
in lividi ancorati sulla pelle.

Scivola il pianto
d’un inverno arreso,
logoro di malinconia negata.

D’aria e di luce
mi veglia la memoria
e mi consegna, intatta,
alla mia storia.


9° classificato

Massimo Angelelli

L’uomo e la nebbia


Silenzio…
Fecondo
illumini
speranze,
e nei cuori
mortali,
d’immortale
magia,
plasmi
la vita
paradiso
d’inferno.

L’uomo
vomita
nebbia.
Il sole
notturno
miracolo,
la disperde
e poi tramonta.


10° classificato
Claudio Vitali
Effe


Monocorde stato d’animo felice
pulsioni d’amore in climax
il corpo freme,
sussulti di gioia
destabilizzanti,
simbiosi idilliaca
risveglio mattutino.

Il calore umano non è forse
la risposta a tutti i perché,
non c‘è bisogno di parole,
l’incontro di due sguardi
è la vita che si erge
al suo più alto significato.

La semplicità di tutto ciò
è disarmante
ogni colore non ha ragione
di lasciare l’arcobaleno.


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